8. Viaggio in Montenegro

Quando nacque il nostro pianeta, il più bell’incontro tra mare e terra avvenne in Montenegro.

Così scrisse Lord Byron e se fate un salto a Kotor (Cattaro) capite perché non possiamo proprio dargli torto.

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Le Bocche di Cattaro

Le Bocche di Cattaro, una serie di baie naturali circondate dalle Alpi Dinariche, sono sicuramente una delle meraviglie della costa adriatica orientale.

Le Bocche si insinuano nell’entroterra per una trentina di chilometri e l’intera zona conta circa una decina di centri abitati.

Io, Mati e il dottor C. arrivammo a Kotor nell’agosto del 2012, dopo una tappa a Split (Spalato, altra bellissima città sulla costa croata) e a Trsteno, poco prima di Dubrovnik (Ragusa), un piccolo centro con un bel porticciolo dove fare un bagno e un magnifico arboretum.

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Trsteno, Croazia

Con noi c’era anche Viola, il nostro cane che, per chi non lo sapesse, è una labrador paciosa e simpatica ma che, non avendo le dimensioni di un chihuahua, non è sempre facile da piazzare in alberghi e stanze in affitto.

Quindi, leggete questo post anche come una specie di “upgrade di livello” nel gioco “Family Travel”, quando dopo aver imparato a viaggiare con i bambini, devi viaggiare con animali e bambini (senza aver prenotato niente prima di partire).

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Mappa turistica di Kotor

Kotor

Fondata dai Romani, serba durante il Medioevo, veneziana per più di trecento anni (dal 1420 al 1797), austriaca fino alla Prima Guerra Mondiale, poi jugoslava e, infine, montenegrina, Kotor si trova a sud-est dell’omonimo fiordo, protetta dalle spettacolari mura che salgono lungo il fianco della montagna.

Per darvi un’dea della conformazione della città e delle sue fortificazioni, ecco la foto di una mappa turistica nella quale potete vedere come il centro storico si trovi racchiuso tra il mare e i monti e accessibile attraverso tre Porte.

La Porta del Fiume Škurda (freccia azzurro chiaro) che corrisponde all’entrata Nord, risale al 1540; la Porta Marina (freccia azzurra) entrata Ovest, è del 1550; la Porta di Terra (freccia violetto) o Porta Gurdić, l’entrata Sud, fu completata appena nel XVIII secolo.

Alle spalle, sulla sommità della montagna (se riuscite a vederlo nella mappa, è il numero 4, in alto a destra) sorge la fortezza Illirica, il Castello di San Giovanni, dal quale si gode una vista spettacolare sull’intero Golfo di Cattaro.

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Fortezza Illirica di Kotor

Le fortificazioni di Cattaro sono state erette nel corso dei secoli da Illiri, Bizantini, Veneziani e Austriaci e rappresentano un eccezionale esempio di architettura militare, tanto da essere state inserite, insieme alla città e alla sua regione naturale e storico-culturale, nell’elenco dei patrimoni mondiali dell’umanità protetti da UNESCO.

Kotor, oltre a torri e bastioni, alcuni dei quali portano il nome di antiche famiglie patrizie di Venezia come i Corner e i Contarini, ha anche varie chiese e conventi, come l’antica Cattedrale di San Trifone (1166 d.C.), sede della diocesi cattolica del Montenegro.

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Chiesa di San Luca, Kotor

La Chiesa di San Nicola (XVII-XIX sec.), costruita nel 1909 sulle fondamenta degli edifici precedenti e Cattedrale ortodossa di Kotor.

E la Chiesa di San Luca (1195), inizialmente cattolica e poi ortodossa, che possiede due altari, dedicati a entrambi i culti.

Come a Spalato o a Dubrovnik, anche a Kotor – specialmente in agosto – è pieno di turisti.

Era impensabile trovare un posto all’ultimo momento, perciò – tralasciando Budva, più adatta a chi può fare vita notturna e ama la sabbia – ripiegammo su Prčanj, un paesino a 5 km da Kotor, e quella fu la nostra fortuna.

Trovammo un posto presso la Konoba Ferao (Ferao Tavern), che ora purtroppo è stata chiusa, ma sulla Jadranska magistrala, la via litoranea che collega Kotor ai paesini sulla costa, ne sono rimaste altre e quindi, se mai doveste passare da quelle parti, fermatevi almeno per un pesce alla griglia e un calice di vino bianco.

La Konoba Ferao non solo aveva una trattoria con i tavoli lato mare, ma anche due camere spaziose (e molto “vintage”) nelle quali potevano entrare sia bambini che cani, e una comoda corte interna.

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Il molo della Taverna Ferao, nelle Bocche di Cattaro

Prenotammo per due notti, poi ci fermammo per quasi una settimana perché i proprietari erano gentili, il cibo ottimo e bastava attraversare la strada per essere “in spiaggia”.

Un giorno andavamo a Kotor, un altro ci svegliavamo, scendevamo a fare colazione e poi ci distendevamo a prendere il sole sul molo, mentre Mati, che aveva fatto amicizia con un ex-campione di tuffi di Belgrado, entrava e usciva dall’acqua ininterrottamente.

Furono cinque giorni di relax totale. Perfetti, prima di risalire in macchina e prendere la strada verso Žabljak, la cittadina di montagna nel cuore del Parco Nazionale del Durmitor.

Da Cetinje a Žabljak

La strada che porta alle montagne ha qualcosa da Deserto dei Tartari, da confine mongolo, con orgoglio balcanico.

Cito il dottor C. perché non saprei esprimere meglio quello che state per vedere nelle foto qui sotto, scattate il giorno dopo aver lasciato Cetinje, che fu capitale del Montenegro fino alla Prima Guerra Mondiale e nella quale dormimmo una notte.

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Il Montenegro autentico comincia qui. Crna Gora, il nome del Paese in serbo-montenegrino, significa “Montagna Nera” e dai tempi dei tempi è stato abitato da pastori e guerrieri, genti fiere, abituate a vivere in un territorio aspro, inospitale e, allo stesso, tempo dotato di una natura meravigliosa, selvaggia e potente che – almeno finché il turismo di massa non sarà arrivato anche quassù – rimane, per buona parte, integra.

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Il Durmitor e il Canyon del fiume Tara

Il Parco Nazionale del Durmitor prende il nome dal massiccio che si trova nel nord-est del Montenegro e fa parte delle Alpi Dinariche.

Il massiccio del Durmitor è delimitato da tre canyon, rispettivamente dei fiumi Tara (Nord), Piva (Ovest) e Komarnica (Sud).

Il canyon del Tara è il maggiore d’Europa e il secondo al mondo dopo il Grand Canyon, scavato dal fiume Colorado in Arizona (U.S.A.).

Oltre a una miriade di rafting center, nel canyon del Tara ci sono anche fitte foreste che racchiudono antichi monasteri

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Lago Nero, Žabljak (ph. Riccardo Cepach)

Il Lago Nero

Crno Jezero, il Lago Nero nei pressi di Žabljak, è il più grande dei numerosi laghi di orgine glaciale del massiccio del Durmitor.

A Žabljak prendemmo alloggio in una casa privata i cui proprietari affittavano l’appartamento mansardato al secondo piano, e fra poco vi racconto a cosa serve la corda che vedete sopra il lago.

Il comprensorio turistico del Lago Nero (entrata a pagamento: circa 3 Euro. A proposito: in Montenegro hanno l’Euro, anche se non sono ancora entrati) offre un parcheggio, alcune bancarelle di cibo, la possibilità di noleggiare barche a remi, ma non solo.

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In barca sul Lago Nero (ph. Riccardo Cepach)

Al suo interno, infatti, c’è (o c’era, non lo so, sono passati quasi 6 anni) anche una specie di Adventure Park, di quelli nei quali puoi arrampicarti e lanciarti da un albero all’altro tramite funi e carrucole… Indovinate un po’ chi ebbe l’idea di provare il brivido del volo alla Tarzan?


Mati: “Papà ha detto che mi porta!”
Io: “Ma…”
Il dottor C: “Dai, Lisa, tranquilla. Ho già parlato con i due ragazzi che gestiscono, è tutto OK. Ci stanno preparando le imbragature. Siamo agganciati con i moschettoni. E poi saranno si e no cinque, sei metri da terra. Non ti preoccupare. Nel biglietto è compresa anche un’assicurazione. Tutto in regola!”
Io: “Ma… La corda…”
Il dottor C: “Quale corda?”
Io: “Quella sopra il lago.”
Il dottor C [spazientito]: “Ma no, dai, scherzi? Tieni ti ho portato una birra. Tu ti metti a leggere e ci aspetti qui, insieme a Viola. Oppure potreste fare una passeggiata intorno al lago…”
Mati: “Dai papà, andiamo! Ciao mamma!”


Il dottor C. e Mati – che non stava più nella pelle dalla gioia – si diressero verso il punto di partenza, dove li attendevano i due tizi dello staff.

Io mi sedetti a un tavolo da pic-nic con la tettoia in legno, aprii la lattina di birra e accesi una sigaretta.

Viola sospirò e si mise a dormire ai miei piedi.

Passarono due ore e ancora non tornavano. Cominciai a innervosirmi. Avevo quasi finito il pacchetto di sigarette, non mi andava più di leggere e volevo disperatamente un’altra birra.

Stavo per alzarmi, prendere il cane e dirigermi al chiosco dei biglietti quando sentii Mati che mi chiamava.

“Mamma, guarda papà che vola sopra il lago!”

Benché lontano, colui che vedevo era inequivocabilmente il dottor C. che sfrecciava – imprecando – sopra le acque del Crno Jezero.


Io: “E tu, amore, come mai sei tornato indietro?”
Mati: “Non me la sentivo, mamma. Ho fatto tutto il giro fra gli alberi ma poi, quando siamo arrivati al lago, ero stanco e ho avuto paura.”
Io: “Bravo, tesoro. Hai fatto benissimo. Ecco che torna anche papà…”


Viola si alzò scodinzolando.

Io: “Allora? Com’è andata? Mati mi ha detto che vi siete divertiti ma che poi non se l’è sentita di lanciarsi sopra il lago.”
Il dottor C: “Guarda, è stato bravissimo. Abbiamo un figlio molto responsabile, anche perché … erano ben più di cinque, sei metri da terra e…”
Mati: “E papà ha detto una bugia.”
Io: “Che bugia, amore?”
Mati: “Che ho dieci anni invece di sette! Altrimenti non ci potevo andare. Loro ci hanno creduto perché ho sette anni ma sono alto da dieci.”
Il dottor C: “Lisa…”


Ma tutto è bene quel che finisce bene, no?

E appurato che, talvolta, un settenne può essere più saggio di un quarantaduenne, vi do appuntamento in Bosnia per la seconda parte di questo viaggio nei Balcani. La prossima – e ultima – tappa, infatti, sarà la famosa “città del ponte”, Mostar.

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