13. Sardegna: da Nuoro a Orosei

Per un lungo periodo Nuoro, capitale della regione storica della Baronia, è stata il centro culturale dell’isola, tanto da essere soprannominata “Atene sarda”.

Sardegna_28A Nuoro, nel rione di San Pietro, il più antico della città, si può visitare la casa natale di Grazia Deledda, la prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura 1926.

Nella casa-museo ripercorriamo attraverso dieci sale le tappe della vita della scrittrice: la prima sala è dedicata all’ambiente urbano e culturale nuorese del XIX secolo, definito “di una primitività più che medievale”.

Nella seconda sala, invece, scopriamo la vita famigliare e culturale del periodo romano. A Roma  Grazia Deledda si trasfrisce nel 1901 e qui morirà nel 1936, dieci anni dopo il Nobel.

La terza sala è la cucina descritta nel romanzo autobiografico “Cosima”.

E la cucina era, come in tutte le case ancora patriarcali, l’ambiente più abitato, più tiepido di vita e d’intimità.

Sardegna_29La quarta sala corrisponde alla dispensa, dove venivano conservati le farine per il pane bianco e per quello d’orzo, destinato alla servitù, i legumi secchi, la frutta, le mandorle, le patate, il lardo e i salumi e le erbe aromatiche per tenere lontani gli insetti.

Nella quinta sala troviamo le testimonianze fotografiche e i documenti legati al Premio Nobel: il diploma e la medaglia.

La sesta sala raccoglie le opere di vari artisti di Nuoro, l’Atene dei sardi.

Così scrive la Deledda della sua città, riconoscendone, nel bene e nel male, la tipicità:

È il cuore della Sardegna, è la Sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni. È il campo aperto ove la civiltà incipiente combatte una lotta silenziosa con la strana barbarie sarda, così esagerata oltre mare. Nuoro è chiamata scherzosamente, dai giovani artisti sardi, l’Atene della Sardegna. Infatti, relativamente, è il paese più colto e battagliero dell’isola.

Settima e ottava sala sono dedicate alla stanza da letto di Grazia Deledda e alla memoria di una casa nella quale visse da bambina e che desiderò lasciare; nona e decima alla casa e allo studio romani.

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Ovile Ortobene

Se ci si trova a Nuoro, oltre al Museo Deleddiano e al Museo Etnografico, merita salire sul Monte Ortobene. Lungo la strada, percorribile in automobile, che porta al Parco di Sedda Ortai  si può vedere “sa conca” (il fungo), un ovile, unico in tutta la Sardegna, ricavato all’interno di una roccia.

Una volta arrivati in cima, noi siamo andati a mangiare nel ristorante pizzeria Fratelli Sacchi e ci siamo trovati bene. È un locale dall’atmosfera famigliare con un buon rapporto qualità-prezzo.

A meno di un’ora di strada da Nuoro si arriva a Orosei, un centro di circa 7000  abitanti che si affaccia sull’omonimo Golfo.

Il Golfo di Orosei comprende alcune bellissime spiagge come Cala Goloritzè, Cala Mariolu, le Piscine di Venere e Cala Luna.

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Oasi Biderosa (ph. Riccardo Cepach)

Presso la Marina di Orosei è possibile prenotare delle minicrociere di una giornata o noleggiare dei gommoni.

Nel territorio di Orosei consiglio di visitare anche l’Oasi Biderosa, un parco naturale con entrata a pagamento, facilmente raggiungibile dalla statale Orosei – Siniscola, nel quale è possibile fare il bagno e escursioni guidate a vecchi ovili e al Monte Urcatu.

Dopo Orosei ritornammo a Olbia percorrendo la costa. La Sardegna ci è rimasta nel cuore e non vediamo l’ora di ritornare per vedere anche il sud dell’isola.

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