10. Sardegna: da Alghero a Bosa

Basterebbe ricordarsi, ogni volta che si legge della Sardegna, che niente sull’isola è mai soltanto un luogo.
(M.Murgia, Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, 2008)

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Sulla spiaggia (ph. Riccardo Cepach)

Il nostro tour di due settimane in Sardegna iniziò alla fine di agosto 2015 con Alghero. Poi proseguimmo verso la penisola del Sinis, da lì entrammo in Barbagia e passammo gli ultimi giorni nei pressi di Orosei, prima di ritornare a Olbia e prendere il traghetto per Civitavecchia.

L’idea fu quella di escludere, il più possibile, le mete “da cartolina”, la Sardegna della vulgata vacanziera, seguendo una rotta che ci portasse vicino al cuore di quest’isola meravigliosa, carica di fascino e mistero.

Viaggiando anche questa volta in macchina e con il cane al seguito, ci fermammo per un paio di notti presso l’agriturismo Le Tre Grazie, a circa 15 km. da Alghero; un posto comodo, dotato di un bel giardino, una piscina e che fa servizio Bed and Breakfast e affitto di appartamenti, con prezzi nella media per un B&B con prima colazione inclusa.

Nei primi due giorni visitammo Alghero, il terzo giorno andammo a Fertilia.

Alghero e Fertilia

Alghero (L’Alguer, in catalano) è il gioiellino della costa nord-ovest della Sardegna. La cittadina è nota anche come Barceloneta (piccola Barcellona) perché, oltre al sardo e all’italiano, qui si parla ancora il catalano.

Sardegna_02Il primo nucleo abitato, risalente al XII secolo, fu fondato dai genovesi, mentre i catalano-aragonesi divennero padroni della città all’inizio della seconda metà del 1300, dopo aver vinto la battaglia di Porto Conte.

Il centro storico di Alghero, racchiuso nelle poderose Mura della cittadella fortificata, merita sicuramente una visita.

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Alghero, Chiesa di San Michele Arcangelo (ph. Riccardo Cepach)

Molto belle sono la chiesa barocca di San Michele Arcangelo, patrono di Alghero, con la sua cupola variopinta (le mattonelle colorate, però, risalgono al 1950, non sono antiche), che è diventata uno dei simboli della città; la chiesa in stile gotico-catalano di San Francesco, con il suo chiostro, e la Cattedrale tardogotica di Santa Maria, con il Presbiterio settecentesco in marmo rosso e bianco.

Da non perdere, al tramonto, la passeggiata sul Lungomare di Alghero: dai bastioni si gode di un panorama davvero mozzafiato.

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Panorama dal lungomare di Alghero

Nei pressi di Alghero, oltre alle spiagge di Stintino come La Pelosa e Le Saline, e Capo Caccia, con la famosa Escala del Cabirol che porta alle Grotte di Nettuno, si possono trovare altre belle spiagge: Le Bombarde e il Lazzaretto, spesso affollate, e La Pineta Maria Pia, detta dell’Ospedale Marino, meno frequentata.

Una spiaggia particolare è Cala dell’Argentiera, verso Stintino, che si trova dove una volta c’erano la miniera di argento e il villaggio minerario, ormai chiuso.

Altro luogo piuttosto singolare è Fertilia. Fertilia, vicinissima a Alghero e al suo aeroporto, a vederla, è il classico borgo del periodo fascista.

Fertilia fu costruita, su un terreno bonificato già nell’Ottocento, da coloni ferraresi e, nel dopoguerra, popolata da esuli di Istria e Dalmazia, diventando un altro microcosmo linguistico, prova ne siano i nomi delle vie e i cognomi degli esercenti…

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Villaggio minerario di Cala dell’Argentiera

A Fertilia, comunque, nonstante l’atmosfera leggermente inquietante (non sembra di essere in Sardegna!) abbiamo mangiato una pasta con l’astice strepitosa in un ristorante super vintage, sotto i portici della via principale, il quale, se non ricordo male, si chiama proprio Sbisà.

Verso il Sinis

Dopo Alghero e Fertilia iniziò la discesa verso il Sinis. Se siete in macchina, per arrivare nella penisola del Sinis vi consiglio caldamente la strada litoranea Alghero-Bosa, una costiera a tratti tortuosa ma di indiscutibile fascino, lungo la quale, poco prima di arrivare a Bosa, potrete fermarvi per fare uno spuntino e ammirare il panorama dalla terrazza della Casa del Vento.

Bosa

L’antica Mu rinata col nome di Bosa fu il primo porto delle genti dei giudici, oltre che l’unico isolano non in mare aperto ma lungo la foce di un fiume, il Timur. Gli uomini di Bosa segnarono un confine con pali e pietre fra monte Arvinu e monte Kera (…) . Le navi dirette a Bosa, tolonesi, genovesi, catalane, erano risparmiate dai pirati di Torres e di Longone.
(S.Atzeni, Passavamo sulla terra leggeri, 1996)

Le origini di Bosa sono molto antiche: i primi insediamenti furono preistorici (domus de janas e nuraghi) e poi arrivarono i Fenici che, accorgendosi delle potenzialità del luogo per via del fiume e della posizione riparata, crearono un porto.

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Bosa (ph. Riccardo Cepach)

La città rimase un importante centro commerciale anche in epoca romana e durante il Medioevo fu costruito il Castello dei Malaspina, sul colle di Serravalle.

Con la dominazione spagnola Bosa diventò una delle sette Città Regie della Sardegna, fu abbellita da chiese e dimore signorili e nel XIX secolo ebbe un grande sviluppo economico: furono costruiti le concerie, nuovi e sontuosi palazzi e il Ponte Vecchio.

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Sas Conzas (Bosa) – ph. Riccardo Cepach

Le vecchie concerie di Bosa (Sas Conzas) che nel 1800 erano il maggiore centro di lavorazione delle pelli di tutta la Sardegna, furono erette sulla sponda sinistra del fiume Temo fra il XVII e il XVIII secolo. Dismesse nel 1962, sono ora monumento nazionale, essendo un raro esempio di architettura industriale inserita in un contesto urbano.

A circa 5 km. da Bosa c’è la bella spiaggia di Cumpoltittu. Meglio visitarla nei giorni feriali perché nei finesettimana pare sia piuttosto affollata.

Per altre informazioni su Bosa, andate qui.


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S’Archittu

Lasciata Bosa, proseguimmo lungo la strada costiera in direzione di Riola Sardo, dove avevamo prenotato una stanza presso l’agriturismo S’Anea, all’imbocco della penisola del Sinis.

A circa metà del percorso (freccia blu) ci fermammo per una sosta in prossimità della spettacolare spiaggia di S’Archittu (L’Arco).

Sabbia fine e acqua cristallina. Altamente consigliata!

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