8. Kyoto mon amour

Inizio a raccontarvi i nostri giorni a Kyoto parafrasando il titolo di un film del 1959, diretto da Alain Resnais con la sceneggiatura di Marguerite Duras, Hiroshima mon amour, perché mi sono innamorata disperatamente dei templi della capitale occidentale del Giappone che fu, della Foresta di Bambù, delle stradine medievali di Gion nelle quali passeggiano lievi le maiko e dei suoi splendidi giardini.

Kyoto_02


Gion, il quartiere delle geiko e dei ninja

Benvenuti nel sogno proibito e spesso frainteso del Giappone tradizionale, popolato da donne libellula, le geisha, che qui si chiamano geiko o maiko (apprendiste geisha) e furtivi guerrieri notturni, i ninja armati di stelle e fiori letali, gli shuriken, insospettabili giovani uomini che di notte saltano come gatti da un tetto all’altro, neri e invisibili nel plenilunio di primavera.

Benvenuti nei vicoli delle sale da tè (okiya), dove anticamente i signori della guerra, circondati dalla bellezza e dalla discrezione delle “donne dell’arte” decidevano alleanze e discordie.

Kyoto_01

A Gion in Shirakawa Minami-dōri si trovano anche molte case tradizionali e numerosi ristoranti di lusso, negozi di ventagli, spezie giapponesi, spade da samurai, il Teatro Minamiza, famoso per le rappresentazioni drammatiche del Kabuki e il Tempio Kennin Ji, il più antico santuario zen di Kyoto.

In epoca medievale Gion sorse come quartiere dei pellegrini in visita al santuario shintoista di Yasaka e incominciò a ospitare le sale da tè solo qualche secolo più tardi, contemporaneamente ai bordelli, motivo per il quale – anche al giorno d’oggi – molti pensano che le geishe siano delle prostitute.

Qui potete vedere un piccolo documentario che spiega quale fosse il ruolo della geisha nella società tradizionale giapponese e cosa di esso sopravvive nel Giappone del XXI secolo.

Benvenuti a Kyoto.

Kyoto_03
Kyomizu-dera, Kyoto (ph. Riccardo Cepach)

Kiyomizu-dera, il tempio della cascata

Kiyomizu-dera è uno dei templi buddisti più famosi del Giappone, fondato nell’VIII secolo e restaurato nel Seicento, durante il periodo Edo, ha la peculiarità di essere stato costruito senza utilizzare alcun chiodo.

Il tempio è sito UNESCO e i custodi sono affiliati della setta Kitahossō.

Girando per gli edifici del tempio abbiamo visto un omikuji, ovvero il ricevimento di un oracolo scritto su un bigliettino.

L’omikuji predice le possibilità che le speranze di una persona si avverino, di trovare un buon partner o generalmente di aver buona salute, fortuna o vita. Quando la predizione è cattiva è consuetudine annodare il foglietto di carta ed attaccarlo ad un pino nel territorio del tempio. La motivazione addotta per questa consuetudine è un gioco di parole sulla parola per “pino” (松 matsu) ed il verbo “attendere” (待つ matsu); il concetto sarebbe che la cattiva sfortuna attenderà presso l’albero piuttosto che attaccarsi a chi ha aperto il foglietto. Nel caso che la predizione sia buona il foglietto dovrebbe essere conservato. (da Wikipedia)

Kyoto_06
Fushimi Inari, Kyoto (ph. Riccardo Cepach)

Fushimi Inari, il santuario della prosperità

Il kami Inari è lo spirito che nel culto shintoista presiede al riso e agli affari e che, quindi, è strettamente legato al nostro concetto di prosperità economica e materiale.

Anche qui è possibile “operare” affiché la buona sorte sia favorevole scrivendo una piccola preghiera sulle tavolette ema a forma di torii e poi appenderla in un’apposita rastrelliera nel cortile del santuario. Fushimi Inari sorge alla base dell’omonima montagna e da esso parte il mitico tunnel dei torii rossi, uno dei luoghi credo più fotografati al mondo.

Una curiosità: nei santuari dedicati a Inari si trovano spessissimo statue di volpi che tengono una chiave in bocca. La volpe è considerata un messaggero e la chiave custodita fra le sue labbra è quella della dispensa del riso.

Arashiyama, la Foresta di Bambù

Durante il periodo Heian (794-1192), Arashiyama fu la destinazione preferita dalla corte imperiale per quanto riguardava le passeggiate.

Il paesaggio conserva tracce di quell’epoca e, tutt’oggi, si può passeggiare in una foresta di bambù, ammirare i ciliegi in fiore in primavera o gli aceri rossi in autunno, partecipare alla festa della luna piena…

Per provare delle sensazioni forti, è anche possibile navigare sulle rapide del fiume Hozu. (JNTO, Ente Nazionale del Turismo Giapponese)

Kyoto_09

Nei pressi della foresta ci sono il placido fiume Hozu (con il suo famoso ponte  Togetsukyo) e il tempio zen Tenryuji con il suo splendido laghetto. Qui altre info per esplorare la zona.

Dormire a Kyoto

Ryokan di lusso o albergo tradizionale a prezzi da ostello? Tutto dipende da quanto siete disposti a spendere…

Noi ci siamo trovati bene alla pensione Tour Club, che ha un ottimo rating su Tripadvisor  per il rapporto qualità prezzo (confermato) e per la posizione “strategica”: è vicinissima alla Stazione di Kyoto, in una zona silenziosa e ben fornita di panifici e ristorantini.

Kyoto_10

Le stanze sono semplici e pulite, c’è una cucina a disposizione degli ospiti e un piccolo giardino zen.

Il posto ideale anche per un nano ninja! 🙂

Se, invece, potete spendere qualcosa (o molto) di più, vi consiglio di cercare un ryokan, l’albergo tradizionale giapponese che vi trasporterà di colpo nell’epoca Edo.

I ryokan sono curatissimi sotto il profilo estetico e la cucina, solitamente, è di qualità elevatissima.

Ci sono diversi siti che offrono un elenco dei migliori (a seconda della regione del Giappone nella quale lo volete trovare). Intanto, potete andare qui e rifarvi gli occhi.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Eliaroundtheworld

viaggi cibo arte

S.O.Th.Ra.

Somewhere over the rainbow

jessicamur_

Non è mai troppo tardi per fare ciò che ti piace!

Secreta neapolis

Associazione Culturale

looking for europe

non solo viaggi, ma solo in Europa

Café Africa

Conversations on a continent to be known

Giovanni Pistolato

Blog letterario

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

frida.ib

Open your mind and your smile.

La Tartaruga Volante

...verso l'infinito e oltre!

ViaggiAutori

Itinerari per viaggiatori

katniss2016

C'è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. (Henry David Thoreau)

Uomini e lighthouse

Un blog sui fari

*BeRightBack

viaggi mordi e fuggi in giro per l'Europa

Una bionda con la valigia

A tutte le donne che viaggiano da sole. Perchè alle volte si può chiudere tutto il proprio mondo in un trolley e portarlo con sè.

TrREat - Travel - Read - Eat

“The world is a book and those who do not travel read only one page”

Riccardo Fracassi

" Non lasciare che gli altri scrivano la storia della tua vita "

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: