11. Sette giorni in Sudafrica – II

Cape Town: molte città in una

Città del Capo è meravigliosa. Un’unica città che, a ogni scorcio, ne rievoca altre: San Francisco, New Orleans, perfino Londra, e che è circondata da una natura fantastica e possente.

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La Table Mountain vista dai Company’s Gardens

La prima giornata a Cape Town la passiamo alla scoperta del centro, detto “City Bowl”.

Il centro è moderno; molte case e palazzi sono stati abbattuti a favore di costruzioni più recenti, ma qualcosa sopravvive: ad esempio, il Castello di Buona Speranza, costruito nel XVII secolo con le pietre provenienti dal Madagascar, trasportate dalle navi che qui facevano cambusa e i Company’s Gardens, una serie di giardini botanici nel cui centro troneggia la statua di Cecil Rhodes, colonialista britannico che fu Primo Ministro della Colonia del Capo dal 1890 al 1896 e fondò la multinazionale De Beers, leader mondiale nel commercio dei diamanti.

digBenché Cape Town sia molto diversa da Johannesburg, i residui dell’Apartheid sono visibili anche qui.

Davanti al palazzo ottocentesco del Tribunale Civile rimangono, ora per fortuna solo come memoria dei fantasmi del passato, le panchine del periodo della segregazione razziale.

Tuttavia, la città è talmente bella e multiforme, che il senso di oppressione, girato l’angolo, presto svanisce.

Il Sudafrica, infatti, non è solo famoso per l’Apartheid, Nelson Mandela e i diamanti, ma anche per le sua produzione vinicola e per le sue bellezze naturali.

Fate un salto nel giardino del delizioso Cape Heritage Hotel e potrete vedere la vite da vino più antica del Sudafrica, importata dall’Europa nel Settecento, ma che continua ancora a dare frutti, oppure programmate un giro al Bo-Kaap, il quartiere più colorato di Cape Town.

Il Bo-Kaap era una township malese e rimane tutt’ora un centro multiculturale, prevalentemente islamico, nel quale si trovano una moschea e un museo che raccoglie le testimonianze sulla storia del quartiere.

davLa Table Mountain e il Victoria & Albert Waterfront

Dopo il giro in città, andiamo a metterci in fila per salire sulla Table Mountain, una delle sette meraviglie naturali del mondo e simbolo di Città del Capo, la cui cima è raggiungibile tramite una funivia.

Composto da strati di granito e arenaria, il massiccio della Table Mountain si è formato 520 milioni di anni fa ed è uno dei più antichi al mondo (6 volte più vecchio della Catena dell’Himalaya).

I primi abitanti della Penisola del Capo lo chiamarono “Hoerikwaggo”, che significa “Montagna del Mare”.

La Table Mountain è il gioiello della Penisola del Capo; per Nelson Mandela e i suoi compagni di lotta, quando erano imprigionati a Robben Island (una specie di Alcatraz nella quale finivano i dissidenti durante l’Apartheid), essa rappresentò sempre il simbolo della libertà.

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Vista dalla Terrazza dei Dodici Apostoli

Dalla Table Mountain si gode un panorama mozzafiato sulla città e sull’Oceano e, dalle 9 del matino alle 3 del pomeriggio, si possono effettuare escursioni guidate gratuite lungo i sentieri per ammirare l’ambiente floro-faunistico, che qui vanta una incredibile varietà di specie endemiche.

Attenzione, però: meglio prenotare prima i biglietti della funivia, altrimenti si rischia di rimanere in coda per ore!

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Entrata del Museo Zeit – Victoria & Albert Waterfront (Cape Town)

Dopo uno spuntino e le ultime foto dalla cima, scendiamo in città per andare al Victoria & Albert Waterfront, il porto vecchio di Cape Town, oggi sede di centri commerciali, dello strepitoso Museo Zeitz MOCAA di arte contemporanea africana, di un Aquarium, di una Ruota Panoramica e di uno spazio high-tech dedicato all’avvio di aziende start up.

Il Museo Zeitz MOCAA è collocato all’interno di un enorme silo, utilizzato in passato per lo stoccaggio del mais, le cui sale, disposte su nove piani e raggiungibili tramite un’ampia scala a chiocciola, rappresentano un viaggio affascinante nell’arte e nella cultura del continente africano.

davIl silo, un tempo l’edificio più alto del Sudafrica, è stato trasformato in museo dal londinese Thomas Heatherwick, fondatore dell’omonimo Studio.

La nostra sfida è stata quella di capire cosa fosse necessario per un’istituzione di tale ampiezza, così da ricavare lo spazio, la flessibilità e la scala giusta da un oggetto storico così solido. Poiché la trasformazione radicale dello spazio e della funzione dell’edificio rischiava di far perdere le storie che esso doveva raccontare, dovevamo essere coraggiosi e rispettosi al tempo stesso.

Thomas Heatherwick

ptfbtyAppena entrati, si viene accolti da un enorme drago volante, sospeso al centro di un salone che replica, nelle forme delle pareti e dei lucernai, la struttura dei chicchi di mais.

Proseguendo, si ammirano sculture, fotografie e installazioni dedicate alla natura dell’Africa, alle sue tradizioni (talvolta molto cruente) e al flagello delle guerre, che purtroppo continuano a mietere vittime.

Di seguito, una piccola gallery con alcune delle opere d’arte che mi hanno colpito maggiormente:

 

Concludiamo la giornata con una cena speziatissima presso l’Africa Café e poi… tutti a nanna. L’indomani ci aspettano i sidecar che ci porteranno a Cape Point!

Il Capo di Buona Speranza e Cape Point

Il mattino seguente, partiamo in sidecar alla volta della Penisola del Capo, protagonista di tante storie e leggende marinare, caratterizzata da ambienti naturali talmente variegati che a volte danno l’impressione di trovarsi nella macchia mediterranea e, pochi chilometri più a sud, aprono lo sguardo su spiagge di sabbia bianca lambite dalle onde del maestoso Pacifico.

davQui la natura è al suo meglio e quando si arriva alla spiaggia di ciottoli del Capo di Buona Speranza, passione e ossessione di navigatori famosi come Bartolomeo Diaz, che lo raggiuse per primo nel 1487 e lo chiamò “Capo delle Tempeste” per la turbolenza delle sue correnti, e Vasco de Gama, che lo doppiò circa dieci anni più tardi aprendo così la via verso le Indie, l’emozione è assicurata.

Come si può leggere sui pannelli di legno infissi fra le pietre, siamo davvero ai confini del mondo!

davDopo qualche foto di rito sulla spiaggia risaliamo a bordo dei sidecar e dal Capo di Buona Speranza ci spostiamo a Cape Point, dove prendiamo una funicolare per salire al vecchio faro.

Sul vecchio Faro di Cape Point e di come ci siamo arrivati in sidecar potete leggere il racconto nella sezione del sito Storie di Fari.

digBoulders Beach

Nel pomeriggio, raggiungiamo Simon’s Town e Boulders Beach, il regno dei Pinguini Africani (Jackass Penguin), che qui vivono in una colonia di circa 2000 esemplari.

I pinguini, arrivati nei primi anni Ottanta in cerca di cibo, hanno trovato questa spiaggia, a tratti balneabile, un luogo particolarmente ospitale e hanno incominciato a riprodursi velocemente.

Per gli abitanti “umani” della zona, a quel punto, è sorto un problema: non era così infrequente, infatti, trovarsi un pinguino in salotto o rischiare di investirlo con la macchina!

digL’unica soluzione, per preservarli, è stata creare un’area protetta, nella quale i pinguini potessero vivere tranquillamente.

Vi si può accedere camminando su passerelle in legno sopraelevate rispetto alle dune ed è l’unico posto al mondo dove è possibile vedere da vicino questo uccello marino in via d’estinzione.

Di ritorno da Boulders Beach, passiamo la nostra ultima serata in Sudafrica presso V & A Waterfront. Ceniamo nel ristorante panoramico Baia Seafood e trascorriamo il dopocena in uno dei pub all’aperto vicino al mare. Stanchezza a parte, è già la nostalgia del Sudafrica a rendere un po’ triste l’atmosfera.

The Kirstenbosch National Botanical Garden

sdrDato che il volo di rientro per Johannesburg e poi per l’Italia parte nel pomeriggio, abbiamo tutta la mattina per visitare il Kirstenbosch Garden, un enorme Giardino Botanico che si trova alle pendici sud-orientali della Table Mountain, a circa 13 km. dal centro di Cape Town.

Fondato nel 1913 allo scopo di preservare la flora del Sudafrica, il Kirstenbosch, che probabilmente deve il suo nome a un’antica famiglia di Cape Town (i Kirsten sono presenti fin dal Settecento), è stato nominato Patrimonio dell’Umanità da UNESCO nel 2004.

sdrKirstenbosch è uno dei Giardini Botanici più grandi e belli del mondo: è emozionante camminare sui ponti sospesi fra gli alberi e non può mancare nell’elenco dei posti da vedere a Cape Town.


Terminata la visita al Kirstenbosch finisce, purtroppo per noi, anche il viaggio in Sudafrica, un Paese meraviglioso, ricco di bellezze naturali, città affascinanti come Johannesburg e Cape Town e perfetto per gli amanti della buona tavola e del vino di qualità (ma anche la birra non scherza 🙂 ).

Voglio assolutamente tornarci con la mia famiglia!


Il Sudafrica su:


Nota: tutte le foto di questo post sono state scattate da me.

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