La serie illustrata “Dreaming Japan” continua con il mio ricordo della Foresta Arashiyama e un plus: Taketori monogatari, ovvero “Storia di un tagliatore di bambù”, la più antica trasposizione letteraria di un racconto popolare giapponese noto anche come “La principessa splendente”.

Arashiyama
Born again in the Bamboo Forest  ( © Lisa Deiuri 2019)

Storia di un tagliatore di bambù

Un vecchio tagliatore di bambù trova una canna di bambù che risplende nella notte. Al suo interno c’è una bambina, grande come un pollice. Non avendo figli, il tagliatore porta la bambina a casa da sua moglie e i due decidono di crescere la piccola come una figlia, chiamandola Nayotake no Kaguya-hime (“principessa splendente del flessuoso bambù”).

Da quel giorno, ogni volta che l’uomo taglia un bambù vi trova dentro una piccola pepita d’oro.

Kaguya-hime cresce felice nella sua famiglia adottiva e diventa una bellissima fanciulla. Grazie a tutte le pepite trovate nel bambù, ora la famiglia è ricca e il tagliatore e sua moglie, sapendo che è tutto merito di Kaguya-hime, custodiscono la figlia come un tesoro.

Tuttavia, la fama dell’incredibile bellezza della fanciulla si sparge ai quattro venti e Kaguya-hime riceve in poco tempo cinque proposte di matrimonio da altrettanti principi.

La fanciulla, che non vuole sposarsi, escogita per loro cinque prove insuperabili.

Al primo pretendente chiede di portare in dono la sacra ciotola del Buddha, al secondo un ramo del leggendario albero dal tronco d’oro e foglie d’argento, al terzo la pelle di un topo di fuoco dalla Cina, al quarto il gioiello dai molti colori posto sul capo di un drago, e al quinto la preziosa conchiglia nascosta nella pancia di una rondine.

Tutti i pretendenti falliscono e il quinto, addirittura, ci rimette la vita.

Arriva il turno dell’imperatore del Giappone il quale, avendo sentito parlare della bellezza della donna, va a visitarla e se ne innamora. Ma Kaguya-hime non accetta nemmeno lui.

Come è possibile?

Pressata dalle richieste di chiarimento dei messi dell’imperatore, la fanciulla ammette di non essere umana: è una donna della Luna e ben presto verranno a trovarla altri abitanti della “Capitale della Luna” per riportarla a casa.

Il fatidico giorno l’imperatore manda il suo esercito per impedire la partenza di Kaguya-hime ma una luce fortissima acceca tutti i soldati e la fanciulla, vestita con un magnifico abito di piume magiche che le consente di volare, se ne va con i suoi compagni.

Della bellissima principessa rimangono una lunga lettera di scuse, la sua veste fatta di fili d’oro per i vecchi padre e madre adottivi e una goccia di elisir dell’immortalità per l’imperatore.