Metti un sabato pomeriggio e pochissima voglia di mettere a posto casa.

Cosa c’è di meglio che andare a fare un giro nella bella Villa Sartorio, insieme a due “ciceroni” d’eccezione: Alessia Abagnale, guida professionista FVG e l’attore Alessandro Predonzan nei panni di… Carlo Wostry, il pittore triestino che fu amico del barone Giuseppe Sartorio, ricco collezionista d’arte e mecenate?

Il dottor C mi propone l’uscita e io, ovviamente, accetto. La villa si trova sotto casa nostra e sono proprio curiosa di visitarla in compagnia di un pittore di inizio Novecento!

Alla scoperta di Villa Sartorio: il piano terra

Appena entrati, andiamo a visitare le cucine che, come il resto degli arredi della villa, sono perfettamente conservate e danno un’idea molto precisa della vita quotidiana di una famiglia benestante di quei tempi.

 

I Sartorio erano fra i più importanti commercianti della Trieste asburgica. Originari di Sanremo, nel Settecento si erano trasferiti dalla parte opposta dello Stivale attirati dalle possibilità di guadagno offerte dal Porto Franco.

Al piano terra, oltre alle cucine, attraversiamo la Biblioteca e il Salone di caccia. Dalla parte opposta ci sono una piccola Cappella con opere d’arte sacra e ben quattro sale dedicate ai Capolavori dell’Istria, che sono una raccolta antologica dell’arte veneziana dal Trecento al Settecento.

 

Il capostipite del ramo triestino della famiglia, Pietro, ebbe nove figli ma solo due, Giovanni Guglielmo e Pietro seguirono le orme paterne nel commercio di granaglie.

Il primo, in particolare, ampliò gli affari della ditta e ricoprì anche molte cariche pubbliche di rilievo, tanto che, insieme al fratello, fu nominato barone dall’Imperatore Francesco Giuseppe I.

La villa, oggi Museo, fu acquisita nel 1834 da Pietro dopo il matrimonio con Giuseppina Fontana (infatti la residenza si chiamava Villa Fontana). Pietro la restaurò e la rinominò Villa Sartorio.

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Autoritratto di Carlo Wostry (1865-1943)

Salendo lo scalone in legno che porta al piano superiore, incontriamo un grande autoritratto di Carlo Wostry appeso sopra lo stipite della porta che conduce al Salone da ballo.

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Alessandro Predonzan nei panni di Carlo Wostry

Come dicevo all’inizio, il pittore, all’epoca molto celebre, era di casa a Villa Sartorio perché amico del barone Giuseppe Sartorio (1838-1910), figlio di Pietro che, come il padre, era un appassionato collezionista d’arte.

Dalla voce di Predonzan, Wostry ci racconta che fu grazie a Giuseppe Sartorio se oggi il Museo può vantare, fra gli altri oggetti di pregio, un’importante collezione di disegni di Giambattista Tiepolo (254 fogli).

Il recupero dei disegni del Tiepolo

L’aneddoto sul reperimento dei disegni è succoso: pare, infatti, che fossero chiusi in un involto assieme a vecchie carte e che questo pacco si trovasse in un baule passato dalle mani di un incisore di Isola d’Istria a quelle di tale Pietro Zanolla, commerciante.

Zanolla non aveva minimamente capito di cosa si trattasse e svendette i disegni a uno scultore, Conti, che, invece, lo sapeva fin troppo bene e che per arricchirsi incominciò a cedere i fogli a diversi collezionisti.

Quando Giuseppe Sartorio venne a conoscenza dei fatti, per evitare la dispersione dei preziosi disegni, incaricò Wostry di recuperarli tutti, offrendo il prezzo più alto.

Salotti in stile e stanze misteriose

Proseguiamo la visita del primo piano e arriviamo nel Salotto degli antenati. Qui si possono vedere i ritratti dei membri della famiglia Sartorio dal 1834 al 1949.

 

Sulla parete del caminetto ci sono Pietro, in abiti settecenteschi, dal quale discende il ramo triestino della famiglia; Giovanni Guglielmo, Anna Sartorio da bambina, eccetera.

Andando ancora avanti, incontriamo altri deliziosi salottini: il Salotto rosa è tutto in stile Luigi XV, il Salotto di Paolina è in stile Luigi XVI, la Sala della Musica ha affreschi neoclassici ma la stanza più spettacolare di tutte è la Sala Neogotica, dedicata alla musica e al gioco.

 

 

Dopo altre sale con altrettante collezioni, la nostra visita finisce.

Se si effettua una visita “standard” del Museo Sartorio, invece, si può salire ulteriormente: le sale del secondo piano sono riservate alle mostre, sia temporanee che permanenti.

È qui che, a rotazione, vengono esposti i disegni del Tiepolo mentre nella soffitta del terzo piano si trova un Gabinetto dei Disegni e delle Stampe dei Civici Musei di Storia e Arte.

Ma non basta: anche all’esterno, oltre al giardino all’inglese con alberi del Settecento, particolarmente piacevole nelle calde serate estive, si trovano altri nuclei artistici. Stessa cosa, nei sotterranei.

Insomma, Villa Sartorio è un Museo perfetto per una visita di qualche ora, magari prima di scendere in Piazza Hortis e imboccare la via Torino per un aperitivo o un pranzo tipico in qualche buffet 😉


INFO PRATICHE

Civico Museo Sartorio
Largo Papa Giovanni XXIII, 1 – Trieste
Quando
martedì, mercoledì e giovedì 10-13; venerdì e sabato 14-17; domenica e festivi 10-17

Quanto
Ingresso gratuito

Come arrivare
Autobus Trieste Trasporti – linea 30

Contatti
tel. 040 6754068
cmsa@comune.trieste.it
http://museosartoriotrieste.it/


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