digL’antico Faro di Cape Point si trova nella Penisola del Capo, in Sudafrica, uno dei luoghi più belli che abbia visto al mondo.

Gran parte del territorio della Penisola è compreso nel Table Mountain National Park, un’area protetta istituita alla fine degli anni Novanta e caratterizzata da panorami mozzafiato e una notevole biodiversità.

Per arrivare a Cape Point, una delle tre “punte” da cui prende il nome tutto il promontorio (le altre sono il Capo di Buona Speranza e Capo Maclear) consiglio di percorrere la meravigliosa strada costiera M6, che da Cape Town scende fino a Hout Bay, per poi proseguire su Chapman’s Peak Drive, girare a destra all’altezza di Noordhoek, seguire ancora la costa fino a Scarborough e procedere verso l’entroterra.

sdrHo avuto la fortuna di raggiungere Cape Point in sidecar, un’esperienza che – potendo – va fatta e per la quale basta contattare Cape Sidecar Adventures, il tour operator locale che organizza escursioni (anche con guidatore).

Lungo la costa occidentale il panorama cambia a ogni curva. Baie, spiagge di sabbia bianca e impervi costoni rocciosi vi faranno credere, di volta in volta, di essere in un continente sempre diverso, in un susseguirsi di immagini memorabili, colori e profumi trasportati dal vento che soffia dall’Oceano.

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Prima di arrivare a Cape Point ci si ferma alla spiaggia di ciottoli del Capo di Buona Speranza, il finis terrae per definizione, raggiunto per la prima volta da Bartolomeo Diaz nel 1487 e successivamente doppiato anche da Vasco da Gama, che così aprì la rotta verso le Indie.

Il punto più a Sud del continente africano, in realtà, è Cape Agulhas, che è anche dove si incontrano Oceano Atlantico e Oceano Indiano, ma il Capo di Buona Speranza e Cape Point sono luoghi talmente simbolici e presenti nell’immaginario collegato al viaggio per mare e all’avventura da meritare addirittura una “certificazione”.

davUn timbro sul passaporto che attesta il fatto di aver senz’altro raggiunto il punto più a sud del proprio continente interiore dove, se è la superbia a guidarci, si è destinati a perire come le migliaia di vascelli sepolti là sotto, nel fondo dell’Oceano.

L’antico Faro di Cape Point, attivo dal 1860 al 1919, è raggiungibile a piedi o tramite una funicolare dal nome che è tutto un programma: Flying Dutchman, l’Olandese Volante.

Secondo alcune fonti, il modello per il capitano della nave fantasma fu il capitano olandese Bernard Fokke, che nel XVII secolo faceva spola tra i Paesi Bassi e l’isola di Giava (in Indonesia) a una velocità così sorprendente da essere sospettato di aver fatto un patto con il diavolo. Il capitano è nominato Falkenburg nella versione olandese della storia, Vanderdecken nella versione di Marryat e Ramhout van Dam in quella di Irving. Non è certo se l’appellativo “olandese volante” si riferisca alla nave o al suo capitano.

Varie versioni descrivono la causa di questo destino avverso, la maledizione. Secondo una di queste storie, il capitano avrebbe giurato, nel mezzo di una tempesta, di voler comunque superare il Capo di Buona Speranza, anche navigando in eterno se necessario. Altre parlano di un crimine orribile commesso a bordo, o di marinai infettati dalla peste e quindi esclusi dall’attracco in qualsiasi porto; in ogni caso, il vascello è destinato a navigare in eterno. (da Wikipedia, Olandese Volante)

Dopo il naufragio della nave di linea portoghese “Lusitania” (1911) fu costruito un nuovo faro poco più sotto, su Cape Dias, a 87 m. s.l.m. che ha una gittata di 63 km. ed emette 3 flash da 10 milioni di candele ogni 30 secondi.


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