Trieste e il Caffè. Una questione di stile

Il caffè ha conquistato Trieste non per la sua specifica identità ma per la sua mirabile indefinitezza, volatile quanto il profumo nella tazzina, mutevole quanto la scontrosa grazia scolpita dai versi di Saba, cangiante come una giornata di bora e l’odore di salsedine su cui i sacchi di juta hanno navigato.
(Roberto Morelli, “Trieste: la città del caffè”)

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La stampa fotografica originale, come tutto il resto degli arredi, del Caffè Torinese, fondato nel 1919

Se venite a Trieste, non c’è posto migliore di un Caffè Storico per fare un’esperienza diretta del nostro lifestyle cittadino.

Nero_Capo
Nero (espresso) e Capo in B (macchiato in bicchiere)

Il caffè, inteso come bevanda e come luogo di aggregazione è, da più di due secoli, uno dei capisaldi della nostra cultura.

I Caffè Storici più importanti di Trieste sono sette:

  1. Caffè San Marco
  2. Caffè degli Specchi
  3. Caffè Stella Polare
  4. Caffè Tommaseo
  5. Caffè Torinese
  6. Caffè Urbanis
  7. Bar Venier
Tommaseo
Caffè Tommaseo, il più antico Caffé di Trieste (1830)

Il Caffè Tommaseo è il più antico, il Caffé degli Specchi gode di una posizione invidiabile, tuttavia, gli unici che mantengono arredi originali dell’epoca sono il Caffè San Marco e il Caffè Torinese, insieme ad altri due locali storici: le pasticcerie Pirona, in Largo della Barriera Vecchia e La Bomboniera, in via Trenta Ottobre.

Dieci modi per ordinare un caffè

Ebbene sì, non è uno scherzo. Qui abbiamo “la fissa” almeno dal 1700.

Una passione favorita dai commerci con l’Oriente, dalla nascita delle torrefazioni nell’Ottocento e che continua, anche al giorno d’oggi, a scandire la giornata del triestino.

Di norma, incominciamo al mattino con un Nero o un Capo, ripetiamo l’assunzione dopo il pranzo e, talvolta,  andiamo “in terza” a metà pomeriggio.

Torinese_03
Un “Nero doppio” sul bel bancone in marmo rosso del Caffè Torinese

Ma non sono solo la miscela, l’eventuale presenza di latte e la temperatura della bevanda ad appassionarci: quando si prende un caffè, a Trieste, bisogna scegliere anche il contenitore!

Da noi, infatti, potete bere un macchiato – ooopsss! un “capo” – servito in bicchiere…

Per farvela semplice, vi riporto le istruzioni che trovate anche su Discover Trieste riguardo all’argomento.

Ecco, dunque, il decalogo per ordinare un caffè a Trieste.


Se vuoi un caffè:

  • espresso in tazzina, devi ordinare un NERO
  • espresso in bicchiere, devi ordinare un NERO IN B
  • espresso decaffeinato in tazzina, devi ordinare un DECA
  • espresso decaffeinato in bicchiere, devi ordinare un DECA IN B
  • espresso macchiato in tazzina, devi ordinare un CAPO
  • espresso macchiato in bicchiere, devi ordinare un CAPO IN B
  • espresso decaffeinato macchiato in tazzina devi ordinare un CAPO DECA
  • espresso decaffeinato macchiato in bicchiere devi ordinare un CAPO DECA IN B
  • con una goccia di schiuma di latte devi ordinare un GOCCIA
Specchi
Caffè degli Specchi (1839), in Piazza Unità d’Italia

Se, invece, vuoi un cappuccino, devi ordinare un CAFFELATTE.  😉

Che ve ne pare?

Io sono d’accordissimo con Mauro Covacich quando scrive:

A chi viene a Trieste per la prima volta, tutto ciò trasmette l’anomalia della città meglio di qualsiasi spiegazione. Ma immagino non vi sfuggirà il valore simbolico di un tale effetto di moltiplicazione: anche nei momenti di punta, anche nei bar più affollati, il vostro caffè merita di essere personalizzato, voi avete il diritto (…) di farvi preparare un espresso su misura. E il barista vi asseconderà, ve lo garantisco.
(Mauro Covacich, Trieste sottosopra)


Il Caffè San Marco, dove pulsa il cuore di Trieste

Il caffè è l’unico luogo dove il discorso crea la realtà, dove nascono piani giganteschi, sogni utopistici e congiure anarchiche senza che si debba lasciare la propria sedia.
(Montesquieu)

All’inizio di questo post vi ho elencato i principali Caffè Storici di Trieste. Ebbene, seppure tutti meritano una visita, direi che il Caffè San Marco, con i suoi ambienti in stile Secessione Viennese, è la quintessenza dell’anima mitteleuropea di Trieste.

Aperto nel 1914 da un facoltoso commerciante istriano di legname e vino, Marco Lovrinovich, il San Marco è fin da subito quartier generale di scrittori, artisti e giovani irredentisti (padrone compreso), tanto da prendere il nome dal Patrono di Venezia per sottolineare il legame di Trieste con l’Italia.

San_Marco_09Ovviamente, questo non piace alle autorità austriache e nel maggio del 1915 il Caffè è vittima di un’incursione della Polizia, il proprietario viene incarcerato e il San Marco rimane chiuso fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

La riapertura avviene nel 1919 e poi, dal 1938 al 1987, il Caffè diventa proprietà della famiglia Stock (i produttori di liquori, n.d.r.). È in questo periodo che il San Marco ritorna punto di attrazione per gli intellettuali, e non solo triestini.

Come ai tempi di Svevo, Joyce e Saba, anche Claudio Magris si ferma a scrivere qui; Bolognini gira alcune scene del film “Senilità” – ispirato a un romanzo di Svevo – e grossa parte dei bei tavolini in marmo è occupata da giocatori di scacchi o avventori che vengono appositamente per leggere la stampa estera.


Trieste_di_Magris
Il bancone del Caffé San Marco e un ritratto di Claudio Magris… a Barcellona! (Mostra “La Trieste di Magris” – ph. Riccardo Cepach)

A proposito di Magris (che scrive sul San Marco in “Microcosmi”): qualche anno fa io e Matias raggiungemmo il dottor C a Barcellona per partecipare all’inaugurazione di una bellissima mostra, “La Trieste di Magris”, per la quale il Museo Sveviano aveva prestato il violino di Svevo e altro materiale.

Fra le varie sale che replicavano ambienti triestini e alcune stanze della casa dello scrittore, ce n’era una che era la copia perfetta del San Marco!


Ma torniamo alla storia di questo luogo affascinante, nel quale pulsa davvero il cuore di Trieste.

L’ultima gestione prima di quella attuale è di Franco Filippi e dura fino al 2012, quando il San Marco rischia di chiudere, questa volta per sempre.

Per fortuna, grazie alla mobilitazione di alcuni intellettuali, del Comune e alla disponibilità delle Assicurazioni Generali, proprietarie dell’immobile, il Caffè viene rilevato da una famiglia di  editori di origine greca, che lo riaprono e vi installano una libreria.

Questo, bisogna dirlo, è un evento che si inserisce meravigliosamente nella narrazione di “Trieste città cosmopolita”, una città che fu resa grande proprio dalle famiglie della borghesia commerciale greca, serba, ebraica, che qui costruirono ingenti fortune.

San_Marco_08Ma non solo. Per il San Marco sono passate generazioni di studenti.

Perdere un luogo nel quale, più o meno tutti, ci siamo formati e che tanti ragazzi, tutt’ora, continuano a eleggere come luogo preferito per lo studio e l’incontro,  sarebbe stato terribile.

E così, grata a chi lo ha preservato, sono andata da Alexandros Delithanassis, il giovane titolare, e Loriana Ursich, la responsabile della libreria, a chiedere di raccontarci cos’è il San Marco oggi.


Ciao Alexandros, raccogliere un’eredità della “grande Trieste austro-ungarica” non deve essere affatto facile. Mi racconti perché hai deciso di intraprendere questa avventura?

Io e mio padre avevamo già una casa editrice e una libreria qui vicino (Asterios Editore, n.d.r.). Al San Marco, oltre che da cliente e, ancora prima, da studente, venivo spesso a presentare e vendere libri insieme agli autori, durante le presentazioni.

Le proposte che erano arrivate alla proprietà, dopo la gestione Filippi, avrebbero snaturato il luogo; qualcuno voleva trasformarlo in un club.

Allora ho preparato il mio business plan, che contemplava l’inserimento della libreria e la riapertura del ristorante, chiuso dagli anni Settanta, e, nonostante fossimo in parecchi a concorrere, la proprietà ci ha scelti. D’altra parte, il rischio era quello di perdere un grande patrimonio cittadino.

Come me, tanti triestini (e non solo) ve ne saranno grati per sempre 🙂 Qual è stata la vostra proposta?

San_Marco_06L’idea vincente è stata quella di offrire al cliente un “pacchetto completo”: qui puoi entrare per bere un caffè, mangiare una fetta di torta, pranzare o cenare e comprarti un libro; il tutto in un’atmosfera unica, con un’attenzione particolare alla qualità.

Faccio un esempio: il caffè ha il nostro marchio, la pasticceria è prodotta in casa, così come la pasta. Non compro cose pronte fuori, ho uno chef per la cucina e un pasticcere per i dolci.

Ovviamente, anche la libreria è parte integrante del “servizio a 360 gradi”, ma questo te lo racconta Loriana. 🙂

Ottimo! Ciao Loriana, ho subito una domanda per te: con i tempi che corrono, destinare parte dello spazio di un locale pubblico ai libri è una bella sfida. Sfida, per altro, che state vincendo… Come funziona la componente libreria all’interno del Caffé?

Be’, io ho 30 anni di esperienza nel settore e clienti che mi seguono da tempo, da quando lavoravo per Einaudi, prima in un’Agenzia e poi in una libreria, ma è stato Alexandros a darmi la possibilità di creare una libreria viva, che si evolve attraverso i racconti di chi la frequenta.

San_Marco_07Noi accogliamo tutti, tutti devono sentirsi a loro agio, e le persone, quando si sentono parte di questo luogo e di questa atmosfera, sono contente. Lo sentono come un posto “vero”.

Qui, oltre all’habitué del quale io e i camerieri conosciamo già i desideri sia in fatto di libri che di consumazioni, arriva chi vuole vivere un’esperienza eccezionale, che non si trova nei megastore, nelle catene di franchising e tantomeno su Internet.

Comunque, rispetto ai clienti della libreria, molti dei quali sono turisti italiani e stranieri che inseriscono il Caffè nel loro itinerario, parecchi hanno spesso un tratto in comune: considerano il libro come un bene primario.

Da parte mia, cerco di costruire per loro un percorso: se scelgo di accostare autori e temi non è a caso, e se trovi anche testi in lingua originale è perché voglio ampliarti la visuale e magari tu scopri qualcuno o qualcosa di nuovo.

Vieni da lontano per visitare il Caffè Storico? Nulla di strano se te ne vai con un libro come souvenir, o viceversa. Magari sei entrato per comprare un libro, poi ti siedi e decidi di sfogliarlo bevendo un caffè o un calice di ottimo vino.

Che sia un piatto, una bevanda o un libro, noi ti ascoltiamo, ti consigliamo… Mettiti comodo, sei come a casa tua.

Infatti, qui è così che ci si sente… Facciamo un gioco: che libro consiglieresti per accompagnare un “nero” o un “capo in b”?

San_Marco_05Davanti ad un “nero”, un buon Simenon. Davanti ad un “capo in b”, in questo momento, propongo “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel.

Grazie Loriana.

Alexandros, per te l’ultima domanda: viviamo in un mondo che corre e sembra aver perso la memoria. Come lo vedi il futuro di un Caffè Storico come il San Marco?

I Caffè Storici sono una rete di condivisione. Noi facciamo già parte della Lega Europea dei Caffè Storici e io sono uno dei fondatori della Lega Italiana.

L’Europa di oggi è nata nei Caffè perchè è in questi luoghi che c’è il tempo per sviluppare la relazione. Sono luoghi per tradizione aperti a tutti, nei quali si fa cultura e si realizzano progetti.

Il mondo corre, vive nel virtuale ma, se vogliamo andare avanti, è in posti come questi che dobbiamo pensare al futuro e ritrovarci a parlare delle cose veramente importanti.


INFO PRATICHE

Antico Caffè San Marco
Via Cesare Battisti, 18
www.facebook.com/anticocaffesanmarco/

Caffè Torinese
Corso Italia, 2
http://www.anticocaffetorinese.ts.it/

Caffè Tommaseo
Piazza Nicolò Tommaseo, 4
http://www.caffetommaseo.it/

Caffè degli Specchi
Piazza Unità d’Italia, 7
http://www.caffespecchi.it/

Caffè Stella Polare
Piazza Sant’Antonio Nuovo, 6
https://it-it.facebook.com/stellapolarets/

Caffè Urbanis
Piazza della Borsa, 15

Bar Venier
Piazza Carlo Goldoni, 11

Pasticceria Pirona
Largo della Barriera Vecchia, 12

Pasticceria La Bomboniera
Via Trenta Ottobre, 3
http://www.pasticcerialabomboniera.com/

 

 

 

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